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◆ Rarità: non comune
€ 5–50 / pezzo

Staurolite

Staurolite

Fe₂Al₉Si₄O₂₃(OH)
Durezza Mohs 7-7.5 Mohs
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Sistema cristallino
Monoclino

Proprietà

Categoria
Minerale
Livello di lettura

La staurolite è un silicato di ferro e alluminio che forma caratteristici cristalli a forma di croce, nati dall'interpenetrazione di due cristalli secondo angoli di 60° o 90°. Nasce in rocce metamorfiche ricche di alluminio sottoposte a pressioni e temperature moderate, ed è un indicatore geologico affidabile di specifiche condizioni di metamorfismo.

La staurolite (dal greco *stauros*, croce, e *lithos*, pietra) è un silicato idrato complesso che cristallizza nel sistema monoclino e rappresenta uno dei minerali indice più importanti della petrologia metamorfica. La sua formazione avviene durante il metamorfismo regionale di grado medio, tipicamente a temperature tra 550–650 °C e pressioni di 3–8 kbar, in scisti micacei e gneiss ricchi di feldspati potassici e quarzo. La composizione chimica Fe₂Al₉Si₄O₂₃(OH) può variare leggermente con la sostituzione di Mg per Fe e Zn in tracce. I cristalli caratteristici a forma di croce (detti *geminati per penetrazione*) si formano quando due individui cristallini si interpenetrano secondo l'asse c, creando le celebri croci a 60° o 90° che la rendono inconfondibile. Queste forme, talvolta ritrovate in rocce affioranti, sono state storicamente raccolte come curiosità naturali. La staurolite si associa frequentemente con granato, mica bianca, biotite e cianite, formando paragenesi caratteristiche che permettono ai geologi di ricostruire la storia termica delle orogeni. La durezza di 7–7,5 sulla scala Mohs la rende resistente all'alterazione superficiale, anche se l'idratazione residua la espone a fratturazione lungo i piani di debolezza strutturale.

Sistema cristallino: monoclino, gruppo spaziale C2/m. Parametri di cella (a, b, c): circa 7,87 Å, 16,01 Å, 5,66 Å; β ≈ 90°. Densità: 3,65–3,77 g/cm³. Durezza Mohs: 7–7,5; frattura irregolare, sfaldatura imperfetta secondo ((100)). Indice di rifrazione: nα ≈ 1,739, nβ ≈ 1,745, nγ ≈ 1,752; birifrangenza ≈ 0,013 (positiva). Spettroscopia Raman: bande caratteristiche a ~3630 cm⁻¹ (stretching O–H), ~1000–1200 cm⁻¹ (Si–O stretching), ~600–800 cm⁻¹ (Al–O bending). Composizione chimica: Fe₂Al₉Si₄O₂₃(OH); possibili sostituzioni: Mg²⁺ ↔ Fe²⁺ (fino al 10% Mg), Zn²⁺ tracce. Colore: marrone rossastro a marrone scuro, talvolta giallastro per alterazione superficiale. Luminescenza: debole, non diagnostica. Associazioni mineralogiche caratteristiche: granato (almandino), mica bianca (muscovite), biotite, cianite, feldspato potassico, quarzo, magnetite. Geminazione: frequente per penetrazione secondo (31) (croci a 60°) o ((231)) (croci a 90°), visibile a occhio nudo. Stabilità termodinamica: il campo di stabilità si restringe con l'aumentare della pressione; scompare oltre 700 °C per fusione parziale o reazione con feldspato. Applicazioni diagnostiche: indicatore di metamorfismo di grado medio (facies scisti verdi superiore–anfibolite inferiore); la sua assenza in rocce metamorfiche di composizione appropriata suggerisce temperature <500 °C o >700 °C.

Località

  • Bretagna, Francia (Ploumanac'h, Saint-Malo) — cristalli geminati eccezionali
  • Alpi Orobie, Italia (Bergamo) — associazioni con granato e cianite
  • Pirenei, Spagna — scisti metamorfici di grado medio
  • Scozia, Regno Unito (Highlands) — gneiss e scisti micacei
  • Monti Appalachiani, USA (Georgia, North Carolina) — cristalli a croce ben formati
  • Massiccio Centrale, Francia — rocce metamorfiche regionali
  • Alpi Bavaresi, Germania — associazioni mineralogiche caratteristiche