Cianite
Kyanite
Al₂SiO₅ Proprietà
- Categoria
- Minerale
La cianite è un silicato di alluminio triclino che si forma sotto alta pressione nelle rocce metamorfiche, caratterizzato da una durezza variabile (5-7 sulla scala Mohs) a seconda della direzione cristallografica e da un colore che spazia dal blu intenso al grigio, al verde o al giallo.
La cianite (dal greco *kyanos*, blu) è un silicato di alluminio di formula Al₂SiO₅ che appartiene al sistema cristallino triclino. Si forma prevalentemente in rocce metamorfiche di alto grado, in particolare in *scisti blu* e *eclogiti*, dove pressioni e temperature elevate (tipicamente 400–700 °C e 5–10 kbar) favoriscono la sua cristallizzazione. È mineralogicamente polimorfa con andalusite e sillimanite: tutti e tre i minerali condividono la medesima composizione chimica ma differiscono nella struttura cristallina, riflettendo diverse condizioni di pressione-temperatura durante la formazione. La cianite è frequentemente associata a granato, feldspato, quarzo e mica bianca. La sua durezza varia notevolmente a seconda della direzione: è più dura (7 Mohs) lungo l'asse *c*, ma più tenera (5 Mohs) perpendicolarmente, una proprietà che la rende facilmente riconoscibile al microscopio. I cristalli sono tipicamente laminari o fibrosi, spesso di colore blu-azzurro intenso (varietà più pregiata), ma anche incolori, grigi, verdi o gialli. Sul mercato gemmologico, i campioni blu di qualità superiore provenienti da Nepal, Myanmar e Brasile hanno acquisito crescente interesse negli ultimi due decenni.
Sistema cristallino: Triclino (gruppo spaziale *P1̄*, Z = 4). Parametri reticolari: a ≈ 7.12 Å, b ≈ 7.85 Å, c ≈ 5.57 Å; α ≈ 89.9°, β ≈ 101.0°, γ ≈ 106.0°. Durezza: 5–7 Mohs (anisotropa, massima lungo [001]). Densità: 3.56–3.67 g/cm³. Sfaldatura: perfetta secondo ((100)), buona secondo (10). Indice di rifrazione: nα ≈ 1.712, nβ ≈ 1.720, nγ ≈ 1.734; birifrangenza Δn ≈ 0.022. Pleocroismo: marcato, da blu intenso a incolore. Spettroscopia UV-Vis: assorbimento caratteristico intorno a 610 nm (transizioni d-d del Fe³⁺ come cromoforo principale). Spettroscopia Raman: picchi diagnostici a 206, 354, 438, 702, 822 cm⁻¹. Stabilità termodinamica: stabile a pressioni >5 kbar; transizione verso sillimanite a pressioni minori e temperature elevate. Associazioni mineralogiche tipiche: granato (almandino-piralspite), feldspato potassico, quarzo, mica bianca, rutilo, feldspato plagioclasio. Genesi: metamorfismo regionale di alto grado (fascia degli scisti blu e delle eclogiti), raramente in pegmatiti granitiche. Gemmologia: la varietà blu intenso è sottoposta a trattamenti termici (heating a 800–900 °C in aria) per migliorare il colore; il pleocroismo marcato consente identificazione rapida; non fluorescente sotto UV.
Località
- Nepal (Himalaya, valle del Kathmandu) — cristalli blu di eccellente qualità gemmologica
- Myanmar (Birmania) — varietà blu intenso, storicamente importante
- Brasile (Minas Gerais, Espírito Santo) — cristalli blu e verdi di buona qualità
- Francia (Alpi, Piemonte) — cristalli in scisti blu metamorfici
- Svizzera (Alpi Penniche, Vallese) — associazioni classiche in eclogiti
- Austria (Salisburghese) — cristalli in rocce metamorfiche
- Stati Uniti (North Carolina, Georgia) — varietà grigia e azzurra
- Russia (Urali, Siberia) — cristalli in complessi metamorfici
- Madagascar — varietà blu e verde di interesse gemmologico