Crisoberillo
Chrysoberyl
BeAl₂O₄ Proprietà
- Categoria
- Gemma
Il crisoberillo è un ossido di berillio e alluminio (BeAl₂O₄) che forma cristalli ortorombici di straordinaria durezza (8,5 Mohs), secondo solo al diamante e al corindone tra le gemme naturali. Apprezzato da millenni per la trasparenza e il brillio, è celebre nelle varietà occhio di gatto (chatoyant) e alessandrite (dicroico), quest'ultima capace di cambiare colore dalla verde al rosso a seconda della luce.
Il crisoberillo è un minerale ossidico che cristallizza nel sistema ortorombico con abito prismatico caratteristico. La sua formula chimica BeAl₂O₄ lo colloca tra i composti più duri dopo diamante (10 Mohs) e corindone (9 Mohs), rendendolo ideale per gioielleria di lusso. La struttura cristallina consente l'orientamento preferenziale di inclusioni microscopiche di rutilo, responsabili dell'effetto chatoyant (occhio di gatto) che appare come una banda luminosa netta quando la gemma è tagliata en cabochon.
La varietà più rara e pregiata è l'alessandrite, che deve il nome allo zar Alessandro II di Russia. Questa varietà contiene tracce di cromo (Cr³⁺) che ne determinano il pleocroismo e il dicroismo pronunciato: appare verde-blu alla luce diurna o fluorescente, e rosso-porpora alla luce incandescente. I giacimenti più importanti si trovano in Brasile (Bahia, Minas Gerais), Sri Lanka, Madagascar e Russia (Urali). Il crisoberillo incolore o giallo-verdastro è più comune e meno costoso, mentre l'alessandrite di qualità gemmifera raggiunge prezzi paragonabili ai rubini di fascia media.
Sistema cristallino: ortorombico, gruppo spaziale Pmmm (n. 47). Parametri reticolari: a = 9,40 Å, b = 5,48 Å, c = 4,43 Å. Durezza Mohs: 8,5; densità: 3,73–3,85 g/cm³ (varia con il contenuto di cromo). Indice di rifrazione: nα = 1,746–1,748, nβ = 1,748–1,756, nγ = 1,754–1,762 (birifrangente, segno ottico positivo). Birifrangenza: δ ≈ 0,009–0,010. Dispersione: 0,011 (moderata). Pleocroismo marcato nell'alessandrite: verde-blu/giallo-verde/rosso. Spettroscopia UV-Vis: righe di assorbimento caratteristiche nel rosso (circa 680 nm) e nel blu (circa 475 nm) per l'alessandrite, attribuite a transizioni d³ del Cr³⁺. Fluorescenza: rossastra sotto UV lungo (365 nm) per alcuni esemplari. Frattura: concoide; sfaldatura assente, ma possibile geminazione secondo il piano 110. Stabilità termica: stabile fino a circa 1800 °C. Solubilità: insolubile in acidi diluiti a temperatura ambiente. Inclusioni comuni: rutilo (responsabile del chatoyant), mica, feldspato. L'alessandrite naturale si distingue dalle imitazioni sintetiche (spesso YAG drogato con cromo) mediante spettroscopia Raman e analisi della fluorescenza.
Località di estrazione
- Bahia, Minas Gerais, Brasile
- Colombo, Sri Lanka
- Antananarivo, Madagascar
- Sverdlovsk, Urali, Russia
- Orissa, India
- Khyber Pakhtunkhwa, Pakistan
- Ural Mountains, Russia